L'Umbria ha avuto negli anni due appellativi : "La Terra Santa d'Italia" e il "Cuore verde d'Italia", entrambi ben meritati da questa regione che nel tempo si è conservata a misura d'uomo, dove le antiche tradizioni sono ancora ben vive e si rispecchiano nella qualità della vita, nella purezza e genuinità dei prodotti, nelle splendide tracce lasciate nel paesaggio, dalla storia, dall'arte e dalla cultura.

Le sue verdi valli, pur nella loro unitaria bellezza, hanno tratti mutevoli: l'ampia valle del Tevere; la fertile valle che ospita il Chiascio ed il Topino; la valle del Nera, ricca di angoli caratteristici in una natura ancora selvaggia. Ma il paesaggio Umbro talora si attarda in un lago (Trasimeno, Piediluco); talora si ravviva in una cascata ardita (Le Marmore) o di una limpida sorgente : fonti del Clitunno esaltata dalla poesia del Carducci.

CascataDelleMarmore
FontiDlClitunno
LagoPiediluco

 

Arte e Natura, paesaggio e architettura, città e campagna appaiono in Umbria in una armonia perfetta.
L'Umbria è stata paragonata alla Terra Santa perchè, oltre ad avere un paesaggio collinare molto simile a quello della terra dove nacque Gesù, è stata nella storia portatrice di un altissima religiosità : basti pensare a San Benedetto da Norcia, San Francesco d'Assisi, Santa Rita da Cascia, Santa Chiara, fra' Jacopone da Todi, Sant'Ubaldo.

Il fervore religioso ha lasciato nella terra umbra un'impronta significativa: si pensi ad Assisi, Gubbio, Norcia, Cascia, con chiese e conventi di incomparabile bellezza, Spoleto e Orvieto con le loro meravigliose cattedrali.

L'Umbria è ai primi posti in Italia per livello di qualità della vita : la tradizione civile della popolazione, la sua storia così variata e interessante, hanno generato un ambiente sociale caratterizzato da un alto grado di civiltà, da grande spirito di tolleranza, da un intelligente e diffuso coinvolgimento nella gestione dei problemi comuni.

Tutti conoscono le città d'arte umbre : Assisi (con i capolavori di Giotto e Cimabue), Spoleto, Orvieto, Gubbio, Spello, Trevi, Montefalco, Todi, Perugia, Città di Castello, ecc.: questa è l'Umbria descritta da mille libri e che per la sua unicità è famosa in ogni parte del mondo ed è meta di un turismo in costante aumento.

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Vi è poi un'altra Umbria, che nei libri compare meno frequentemente ma che non mancherà di affascinare il visitatore più attento : è la terra dei vigneti, degli uliveti, dei boschi, dei Parchi naturali e delle piccole città poste sulla cima dei colli.

Questa è anche la terra delle cantine produttrici dei grandi vini umbri, dei frantoi che danno l'olio extra vergine d'oliva più saporito, dei tartufi pregiati, delle aziende agricole che forniscono salumi, formaggi tipici e lenticchie.

La buona tavola in Umbria, è una tradizione e un'arte basata sulla qualità e genuinità di prodotti semplici e dai sapori forti. Una grande abbondanza di prodotti dovuti alla ricchezza ed alla grande varietà dei terreni e dei microclimi delle diverse zone. Moltissimi sono i tipici prodotti dell'agricoltura umbra, diversi tra loro ma accomunati dalla cura di chi li produce con tecniche tradizionali, tramandate da generazioni, capaci di garantire genuinità e qualità indiscusse.

L'Umbria è una regione collinosa, ricca di acque, molto boscosa, i suoi terreni ben si prestano alla coltivazione dell'olivo. L'aspetto collinare è l'ideale per esporre la vite ai raggi del sole; il bosco, invece, offre un prodotto gastronomico eccezionale: il tartufo. Le zone montane sono ricche di ottimi pascoli e profumati di essenze rare : di qui lo sviluppo dell'allevamento del bestiame e della produzione di latticini e formaggi.

Le maggiori località dell'Umbria :

  • Valnerina
  • Situata nella parte più montagnosa e pittoresca dell'Umbria, la Valnerina, è il cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La Valnerina è apprezzata da chi vuol fuggire lo stress e il caos delle grandi città e da chi vuol ristabilire i salutari legami con la natura. Centri importanti di questa stupenda valle sono Ferentillo, Montefranco, Norcia e Cascia.

  • Montefranco
  • Quasi ottocento anni di storia per questo borgo umbro che ha sempre lottato per la propria libertà e indipendenza. Valori che ha affermato sino a consacrarli nel proprio nome: Montefranco e che guarda dall'alto dei suoi 414 metri la Valle del Nera, tra olivi e boschi di querce. L'antico borgo, una volta cinto di mura, ora quasi vuoto, tenta di riprendere presenza vivace e colorita tra scorci panoramici suggestivi. Del vecchio castello di Bufone, preesistente al 1228, restano le porte Franca e Spoletina e le mura esterne. Questo castello nacque probabilmente alla fine del primo millennio sul costone roccioso che guarda la valle. Luogo fortificato naturalmente rappresentava una difesa naturale, dalle orde saracene che infestarono la valle durante i loro passaggi attorno al 900.

  • Ferentillo
  • Uno dei paesi più belli della pittoresca Valnerina è Ferentillo: il paese, adagiato lungo una gola sovrastata da due rocche, è di aspetto medievale e sorge alla confluenza del torrente Salto del Cieco nel Nera; il fiume Nera divide l'abitato in due parti, Mattarella e Precetto.Le origini del paese risalgono al secolo VIII e la sua storia è legata a quella dell'Abbazia di S. Pietro in Valle; dapprima libero comune, poi sotto la signoria dei Cybo e degli Ancaiani, lottò a lungo contro Montefranco e Spoleto.Entrando nel borgo di Mattarella troviamo la chiesa di S. Maria, risalente al XIII secolo, ma ricostruita in buona parte nel '500 e con la facciata d'epoca recente; sul portale quattrocentesco vi sono i resti di un affresco, "Madonna e due Angeli"; l'interno è a tre navate divise da arcate ogivali sostenute da colonne e pilastri e il tetto è a capriate; le pareti sono aperte da nicchie e agli altari ci sono affreschi di scuola umbra del '500.Nel borgo di Precetto da vedere la chiesa di S. Stefano, costruita nel XV secolo, a tre navate, con bel fonte battesimale e interessante affresco di metà '500.Nella cripta, grande come la chiesa, ma divisa in due navate da possenti pilastri, si conservano delle mummie: il particolare processo di mummificazione è dovuto alla natura del suolo, fatto di sabbia asciutta e porosa e ricca di sali, e all'areazione continua che garantiscono le finestre. 

  • Norcia
  • Patria di S. Benedetto, patrono d'Europa, trasuda storia da ogni suo angolo: non soltanto dai monumenti maggiori (Basilica di S. Benedetto, Palazzo Comunale, Castellina ed altri), ma dal suo stesso tessuto urbanistico, dalla cerchia delle mura ancora intatta, dal cospicuo patrimonio archivistico e da una copiosa quantità di oggetti d'arte antichi e moderni che impreziosiscono il suo comprensorio.Accanto ai pregi ambientali e paesaggistici, si distingue per la sua vocazione turistico-sportiva, grazie alla quale si è fatta un nome come sede di ritiro estivo per società sportive del massimo livello, mentre i vellutati piani di Castelluccio sono stati definiti la migliore scuola di volo libero d'Europa.Per i buongustai, infine, Norcia è un vero e proprio paradiso: insaccati, tartufo nero, formaggi, lenticchie sono alla base di una cucina gustosa e genuina imperniata soprattutto sulla tradizionale "norcineria".

  • Cascia
  • Nota in tutto il mondo per aver dato i natali a Santa Rita, presenta la caratteristica struttura di castello di pendio, sovrastato dall'alto dai ruderi della Rocca e dall'ex convento di Sant'Agostino e lambito a valle dal fiume Corno. Le antiche origini di Cascia sono attestate da resti romani, ruderi di castelli e torri medievali. Meta di consistenti flussi di turismo religioso il Santuario di Santa Rita. Nel vicino Monastero sono conservate le memorie della Santa. L'itinerario prosegue verso Roccaporena, in stupenda posizione arroccato tra le montagne, dove la Santa nacque nel 1831. Da non perdere: la casa natale e maritale di S.Rita, l'orto dei miracoli e lo Scoglio della Preghiera. Anche le principali manifestazioni locali sono legate alle tradizioni del culto ritiano. Il 21 maggio con la Luminaria iniziano i festeggiamenti, che proseguono il 22 maggio con il Corteo storico in costume dell'epoca e con la benedizione delle Rose e si concludono a Roccaporena la quarta domenica di giugno con la festa delle rose e delle "Rite".

  • Città di Castello
  • L'Alta Valle del Tevere con la bellezza discreta dei suoi paesaggi, l'assetto urbanistico dei suoi centri abitati, l'architettura dei suoi principali monumenti offre al visitatore l'emozione di un viaggio a ritroso nel tempo. Un viaggio ricco di suggestioni, di silenzi, che rimane impresso nella memoria del visitatore per l'equilibrio tra ambiente rurale ed urbano, per la dimensione umana dei suoi paesi e per la semplicità che lo caratterizza.Città di Castello, principale centro dell'Alta Valle, è la città ideale da dove poter iniziare un itinerario rinascimentale nella valle altotiberina, grazie alle cospicue testimonianze artistiche lasciate dalla signoria Vitelli a partire dal XV secolo.Palazzi e chiese conservano una chiara impronta di derivazione toscana, frutto degli intensi legami dei Vitelli con i Medici, signori di Firenze. I due magnifici palazzi dei Priori e del Podestà testimoniano tale influenza. Da non perdere è inoltre Palazzo Albizzini che conserva le opere di Alberto Burri, il grande maestro contemporaneo nativo di Città di Castello, esposte anche negli ex Essiccatoi Tabacchi, appena fuori città.Città di Castello si è ormai affermata a livello internazionale anche come sede di alcune importanti manifestazioni come il Festival delle Nazioni di Musica da Camera, la Mostra Internazionale del Cavallo e la Mostra del Tartufo e dei Prodotti del Bosco.La gastronomia è, infatti, dominata dal tartufo bianco, più raro e di profumo forte e inconfondibile, mentre l'artigianato si distingue per la lavorazione del ferro battuto, per i lini operati a "occhio di pernice" o il bisso con motivi spolinati, per la tipografia.

  • Gubbio
  • Confermò la sua importanza di città-stato anche nel medioevo. Il libero comune riuscì prima a resistere vittoriosamente alla lega delle città vicine capeggiate da Perugia, riducendone l’influenza (1151), poi ad evitare l’umiliazione di una sconfitta da parte di Federico Barbarossa (1155), che addirittura le concesse ulteriori privilegi. Da sempre in contraddizione con Perugia, Gubbio, visse autonome vicende rispetto al resto della regione, sviluppando forti legami con le Marche, come provano anche le sue espansioni verso l'opposto versante del Monte Catria, dove ricostruirono Cantiano e Pergola come centri dipendenti. Il momento di massimo splendore della città è egregiamente espresso nella grandiosa costruzione della Piazza della Signoria, impropriamente chiamata così, perché precedente al periodo della signoria. La piazza, che poggia su delle maestose costruzioni, si trova al centro della città, in un posto scelto appositamente all’incrocio dei confini di tutti i quattro i quartieri. Alle estremità della piazza si ergono i palazzi simbolo del libero comune: il Palazzo dei Consoli e il Palazzo Pretorio (o dei Priori). Il primo fu realizzato fra il 1332 e il 1349; un’iscrizione nell’architrave del portale lo attribuisce ad Angelo da Orvieto, anche se c’è chi propone che vi fosse stato l’aiuto di un giovane Matteo di Giovannello, detto Gattapone da Gubbio, visto che lo stile dell’edificio è così diverso da quello del Palazzo Comunale di Città di Castello, sempre firmato da Angelo da Orvieto. Oltre alla famosa Corsa dei Ceri il 15 Maggio, a Gubbio, a fine maggio si svolge il Palio della Balestra, una sfida in costume medievale (se ne ha notizia fin dal 1410) tra la Società Balestrieri Eugubina e quella di San Sepolcro con balestre medievali da postazione, che ha luogo sulla suggestiva Piazza della Signoria. Oltre a delle prove di abilità dei sbandieratori, al termine della giornata, si snoda un corteo storico attraverso le vie cittadine illuminate con fiaccole. A giugno invece si svolge il Giro turistico dell’Eugubino, una manifestazione, non ciclistica, bensì per auto e moto storiche d’epoca, alla quale partecipano anche molti stranieri. Tra luglio e agosto si svolge il Gubbio Festival, il cui cuore è costituito dai “Corsi di perfezionamento musicale” tenuti da maestri di fama internazionale e frequentati da studenti che arrivano da ogni parte del mondo. I maestri, insieme agli allievi più preparati, sono poi i protagonisti di un programma di concerti che si svolgono in ambienti caratteristici del centro storico.Il 14 agosto, ha luogo il Torneo dei Quartieri, con più o meno lo stesso programma del Palio della Balestra, ma questa volta il torneo è fra i quartieri della città.A Natale infine, un’illuminazione lungo le pendici del Monte Ingino sopra alla città propone l’Albero di Natale più grande del mondo.

  • Perugia
  • Il territorio del Perugino ripropone tutte le caratteristiche peculiari della regione. Paesaggi incontaminati si alternano a centri storici di incomparabile bellezza. Perugia può vantare un patrimonio storico-artistico-culturale vastissimo che raccoglie testimonianze etrusche, romane, mediovali, rinascimentali, moderne, custodite all'interno dei suoi musei. Perugia è inoltre la sede di importanti università (quella degli studi e quella per Stanieri) che ne fanno una città cosmopolita, che si esalta durante Umbria Jazz, tra i principali appuntamenti jazzistici mondali. Non meno affascinanti i centri di Corciano, Deruta, Torgiano con le loro strette viuzze e palazzi nobiliari. Le colline e le campagne sono coltivate principalmente a viti, olivi, cereali. Florido è l'artigianato artistico, ferro battuto, merletti, la gastronomia si và dall'olio, al vino, alla cacciagione, fino al cioccolato ed alla pasticceria tipica.

  • Trasimeno
  • Incorniciato da un dolcissimo paesaggio coltivato a vite e ulivo, si estende tra Umbria e Toscana, il Lago Trasimeno. Dalle sue acque emergono tre isole: la Maggiore e la Minore in prossimità della riva settentrionale, la Polvese nei pressi dell'angolo sud-orientale, collegate ai principali centri rivieraschi dalle navi dell'Azienda Perugina di Mobilità.L'Isola Maggiore, l'unica abitata, conserva ancora oggi il caratteristico aspetto del villaggio quattrocentesco creato dai pescatori. Nel 1213 vi si recò in eremitaggio per la Quaresima S. Francesco d'Assisi, è possibile vedere la Cappella che ricorda lo sbarco e lo scoglio dove si soffermò a pregare. L'Isola Polvere, abitata da una numerosa comunità fino alla fine degli anni cinquanta, è la più estesa delle tre isole è proprietà della Provincia di Perugia ed è destinata a parco pubblico. Conserva interessanti memorie storiche come: il Castello di S. Secondo, la Chiesa di S. Giuliano e un Castello del XIV sec. Da visitare, di recente costruzione, il Giardino delle Piante Acquatiche sotto la guida del personale del Parco scientifico-didattico dell'isola. Le rive del Trasimeno sono punteggiate da centri turistici, tra i quali spiccano Passignano, Tuoro, Castiglion del Lago, Magione. Per proteggere la bellezza della sua area è stato istituito, con Legge Regionale, il Parco Naturale del Trasimeno. Vi si possono praticare tutti gli sport nautici ed è un vero paradiso per i pescatori e per gli amanti del turismo all'aria aperta. Il luccio e la pregiata carpa "in porchetta" sono le specialità culinarie del Lago Trasimeno, mentre i pizzi d'Irlanda e i merletti al Tombolo danno lustro all'artigianato locale.

  • Assisi
  • Adagiata sopra uno sperone del Monte Subasio, in posizione dominante rispetto ad una verdeggiante collina, Assisi, luogo di nascita di S. Francesco con i capolavori dell'arte medievale e con tutti i suoi luoghi Francescani, è stata dichiarata nel 2000 Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco.Nella parte alta della città si erge la Rocca Maggiore, splendido esempio di architettura militare del XIV sec., che per diversi anni ospitò Federico II di Svevia, da qui partono le mura che cingono la città fortificandola.Scendendo si arriva al Duomo di S. Rufino, patrono della città, è un edificio romanico del XII sec caratterizzato da una magnifica facciata. Nel fonte battesimale furono battezzati S. Francesco e S. Chiara e il futuro imperatore Federico II di Svevia.Proseguendo si arriva alla Piazza del Comune centro della città, luogo che prima ospitava il foro romano, al quale si può tuttora accedere. Vi sorgono: il Palazzo del Capitano del Popolo (XIII sec.), affiancato dalla Torre del Popolo (XIII sec.). Il Tempio della Minerva, attiguo alla Torre del Popolo, è una splendida testimonianza di edificio templare del I sec. a.C. riconvertito nel XVI sec. nella Chiesa di S. Maria sopra Minerva. Sul lato meridionale della piazza vi è il Palazzo dei Priori costruito tra il XII e il XV sec.Dalla Piazza dirigendosi verso est si giunge alla Chiesa di S. Chiara, esempio di architettura gotica italiana del XIII sec. All'interno in un urna di vetro sono conservati i resti mortali della Santa, nell'annessa Cappella di San Giorgio sono custoditi: le reliquie di S. Francesco e S. Chiara e il Crocefisso, che secondo la tradizione avrebbe parlato a S. Francesco nella Chiesa di S. Damiano.Percorrendo via S. Francesco, ad ovest della Piazza del Comune, si giunge alla Basilica di S. Francesco, iniziata due anni dopo la morte del Santo nel 1228 e conclusa intorno agli anni Ottanta del XIII sec. La Basilica è costituita dalla sovrapposizione di due chiese: l'Inferiore e la Superiore accanto alle quali sorge un grande campanile romanico.La Basilica Inferiore, scura e tozza, a navata unica, è composta da quattro campate interamente ricoperte dagli affreschi del Duecento e del Trecento. Questi sono opera di diversi artisti: Simone Martini (1284-1344 circa), un discepolo di Giotto e il suo allievo Maso ed infine la scuola di Pietro Lorenzetti.La Basilica Superiore si distingue per la navata slanciata, inondata di luce grazie alle alte finestre ornate da splendide vetrate. Affreschi di Cimabue e il famoso ciclo di Giotto che ricorda la vita di San Francesco (1296-1304).Da vedere anche: la Chiesa di S. Pietro, l'Eremo delle Carceri, S. Damiano e la Chiesa di S. Maria degli Angeli che custodisce la Porziuncola. 

  • Spoleto
  • Facilmente raggiungibile in auto, treno o aereo, a poche ore da centri come Roma, Firenze, Assisi, Orvieto, Perugia o Siena, Spoleto si presta a fungere da trampolino ideale per qualunque escursione alla scoperta del "Bel Paese". Perennemente a cavallo del tempo, Spoleto divide la sua anima tra il passato e il presente. Tra i vicoli e i selciati di un centro storico ancora impregnato di passi antichi, il lavoro quotidiano si intreccia con arte e cultura, con sensibilità e spirito creativo. Spirito che esplode in giugno, quando Spoleto celebra i fasti del suo orgoglio più moderno: il Festival dei Due Mondi. Ma sarebbe riduttivo limitare al Festival gli attributi di una località che si propone continuamente in prima fila nel campo degli eventi culturali: basti pensare alle attività del Centro Studi sull'Alto Medioevo, a quelle del Teatro Lirico Sperimentale, ai carnosi programmi di prosa e di concerti che rendono Spoleto un palcoscenico invidiabile al centro dell'Italia che conta.Le perle della città sono lo stupefacente Duomo romanico, la Basilica paleocristiana di San Salvatore, la Chiesa di San Pietro, il Teatro Romano, il Museo Civico ed il Ponte Sanguinario. Mentre veglia, su tutto e tutti, la sagoma della trecentesca Rocca Albornoziana, maestosa e severa, simbolo di una Spoleto guerriera che contrasta con l'aura solare, calda, quasi bizantina della città ai suoi piedi. Città che mantiene intatto, intorno a sé, un dolcissimo circondario di verde, di boschi, di uliveti, di eremi e di pievi, di poderi e di sentieri che si arrampicano sulle alture, in una forse ineguagliabile sintesi di cultura e di natura. E' in un simile crogiuolo di storia e tradizione, di usi e suggestioni che si è stratificato il gusto della cucina locale, irta di sapori decisi e di delicatezze inaspettate. Accarezzate dai bianchi gentili e dai rossi corposi di una cultura enologica antica, le specialità gastronomiche affondano le loro radici nel passato; una ragione in più per conservare del comprensorio spoletino un ricordo speciale e magari per portare con sé alcune dei prodotti artigianali della fertile terra umbra: olio, vino, funghi, insaccati, tartufi, miele, castagne.

  • Todi
  • Posta su un colle dominante uno dei paesaggi considerati tra i più belli ed incontaminati dell'Umbria, il profilo di Todi appare tutto, anche nella ricchezza dei monumenti, percorrendo la valle del Tevere. La città ha conservato intatto il suo fascino medioevale, integrando in maniera egregia il tessuto urbanizzato e la campagna che la circonda al punto di ricevere, da una famosa università americana, il titolo di "città più vivibile del mondo".  Arrivando in città, il primo grande edificio che si incontra è la Chiesa di Santa Maria della Consolazione, realizzata su probabile progetto del Bramante è uno dei capolavori architettonici del Rinascimento, iniziata nel 1508 ed ultimata nel 1606.Salendo in città, si arriva in Piazza della Repubblica dove sorge la Chiesa di San Fortunato, costruzione gotica del 1292 ultimata nella seconda metà del 1400, nella cui cripta è sepolto Jacopone da Todi, il poeta religioso più rappresentativo del Duecento.Imboccando Via Mazzini, subito sulla destra, vi è il Teatro Comunale, costruito nel 1872, sede oggi di importanti rappresentazioni e cuore del "Todi Festival". Da lì si arriva a Piazza del Comune, fulcro del centro storico ritenuta una delle più belle piazze d'Italia, sia per la sua grandezza che per i monumenti che vi si affacciano: il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta (XIII - XIV sec.), il Palazzo del Capitano (1293), al cui interno si trova la Pinacoteca, con importanti opere pittoriche, di ceramica, oreficeria, ecc. e il Museo Etrusco-Romano che custodisce oggetti provenienti da scavi archeologici nel territorio tuderte. Collegato con il Palazzo del Capitano e, come questo, interamente poggiato su grandi piloni, il Palazzo del Popolo, uno dei più antichi palazzi comunali italiani (1214).A sud della Piazza il Palazzo dei Priori, edificato tra il 1293 e il 1347, costruito anch'esso in forme gotico-lombarde, ma più volte trasformato. In alto, sulla facciata, l'Aquila tuderte in bronzo e, sull'angolo, la torre trapezoidale. Superando Palazzo del Popolo si arriva in Piazza Garibaldi, dalla quale si può godere di una stupenda vista panoramica sulla valle del Tevere fino a Perugia.Uno degli angoli più caratteristici e suggestivi è, infine, quello del Mercato Vecchio, con imponenti ruderi romani, noti come i Nicchioni, risalenti alla prima metà del I sec. a.C.

  • Orvieto
  • Al confine con il Lazio, ad un passo da Roma il comprensorio lambito dalle principali vie di comunicazione risulta facilmente raggiubile. Molteplici le sfumature del paesaggio : verdi pascoli, vigneti, uliveti, boschi lussureggianti, che si riflettono nelle fresche acque di ruscelli, laghi (Piediluco, Corbara). La città di Orvieto, alta sulla sua rupe tufacea domina il paesaggio. Importante centro etrusco, Orvieto è ricca di reperti archeologici di grande pregio, visitabili come quelli di Narni, particolarmente rinomato in tutto il mondo il vino bianco Orvieto Classico.

  • Terni
  • Capoluogo di provincia, è nota per la Festa degli Innamorati di San Valentino e per la cascata spettacolare delle Marmore; alcuni centri e aree rilevanti sono Calvi, Amelia, Otricoli, Narni, Carsulae, Ferentillo, Montefranco. L'artigianato tradizionale si distingue per la lavorazione dell'oro, i costumi, le maschere, le maioliche, il ferro battuto ed i mobili in legno. Le colture prevalenti sono l'olivo e la vite. La cucina conserva intatte le tradizioni popolari : cacciagione, funghi, tartufi e la "porchetta", le principali specialità.